Sto cercando di rimettermi in carreggiata perché è passato moltissimo tempo dall'ultimo post ma soprattutto perché le cose di cui scrivere non sono mancate, mentre il tempo necessario per elaborarle e metterle nero su bianco si, ahimè!
Del viaggio in terra siciliana ho già parlato, anche se non quanto avrei voluto, mancherebbero ancora molte cose da raccontare, ma ce n'è una che mi preme moltissimo cercare di divulgare
almeno un po'.
La notte fra il 14 e 15 gennaio del 1968 un'ampia zona di terra nella valle del Belice, compresa fra le province di Agrigento, Trapani e Palermo, tremò per ben 16 volte; il terremoto che causò 351 vittime e migliaia di feriti, ebbe epicentro a Gibellina che venne completamente rasa al suolo come Montevago e Salaparuta; altri paesi vennero gravemente danneggiati fra questi anche il paese di Poggioreale.
Un amico di Betta ci aveva consigliato di visitare la valle del Belice, così tornando verso Palermo abbiamo voluto fermarci qua.
Inizialmente cercavamo il vecchio paese di Gibellina, le cui macerie dopo il terremoto, furono raccolte, compattate e tenute insieme da reti metalliche grazie all'intervento dell'esercito e completamente ricoperte da una colata di cemento, il tracciato dei blocchi e delle fenditure ricalca in buona parte l'asse urbanistico del paese; il progetto è dell'artista Alberto Burri ed ora il sito viene chiamato il "cretto di Burri".
Ma mentre vagavamo per la zona alla ricerca di indicazioni, praticamente inesistenti, per raggiungerlo ci siamo imbattute in Poggioreale antica; anche in questo caso dopo il terremoto il paese è stato abbandonato e "ricostruito" ad alcuni Km di distanza, a Poggioreale però tutto è rimasto come dopo il terremoto, alcune strade sono ancora occupate dalle macerie, le case sono pericolanti, poco o niente è stato fatto per metterle in sicurezza.

Visitare Poggioreale antica è come entrare in un mondo surreale; si ha una certa riverenza nel curiosare all'interno delle case, quasi potessero ancora essere abitate e come a non voler intromettersi nella vita privata di quelli che erano i suoi abitanti. Credo però che questo paese fantasma vada visto, soprattutto per capire cosa di sbagliato è stato fatto e per non ripetere gli stessi errori in futuro.

Abbiamo avuto la fortuna di incontrare un signore che insieme ad altri abitanti di Poggioreale ha creato un'associazione per il recupero del vecchio paese; al momento non hanno molti fondi ma stanno comunque cercando di ripulire le strade e di tenere ancora in vita questo paese, perché la memoria di quello che era e del terremoto che l'ha distrutto non si perda.



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