lunedì 16 gennaio 2012

Poggioreale antica

Sto cercando di rimettermi in carreggiata perché è passato moltissimo tempo dall'ultimo post ma soprattutto perché le cose di cui scrivere non sono mancate, mentre il tempo necessario per elaborarle e metterle nero su bianco si, ahimè!
Del viaggio in terra siciliana ho già parlato, anche se non quanto avrei voluto, mancherebbero ancora molte cose da raccontare, ma ce n'è una che mi preme moltissimo cercare di divulgare
almeno un po'.


La notte fra il 14 e 15 gennaio del 1968 un'ampia zona di terra nella valle del Belice, compresa fra le province di Agrigento, Trapani e Palermo, tremò per ben 16 volte; il terremoto che causò 351 vittime e migliaia di feriti, ebbe epicentro a Gibellina che venne completamente rasa al suolo come Montevago e Salaparuta; altri paesi vennero gravemente danneggiati fra questi anche il paese di Poggioreale.
Un amico di Betta ci aveva consigliato di visitare la valle del Belice, così tornando verso Palermo abbiamo voluto fermarci qua.
Inizialmente cercavamo il vecchio paese di Gibellina, le cui macerie dopo il terremoto, furono raccolte, compattate e tenute insieme da reti metalliche grazie all'intervento dell'esercito e completamente ricoperte da una colata di cemento, il tracciato dei blocchi e delle fenditure ricalca in buona parte l'asse urbanistico del paese; il progetto è dell'artista Alberto Burri ed ora il sito viene chiamato il "cretto di Burri".

Ma mentre vagavamo per la zona alla ricerca di indicazioni, praticamente inesistenti, per raggiungerlo ci siamo imbattute in Poggioreale antica; anche in questo caso dopo il terremoto il paese è stato abbandonato e "ricostruito" ad alcuni Km di distanza, a Poggioreale però tutto è rimasto come dopo il terremoto, alcune strade sono ancora occupate dalle macerie, le case sono pericolanti, poco o niente è stato fatto per metterle in sicurezza.


Visitare Poggioreale antica è come entrare in un mondo surreale; si ha una certa riverenza nel curiosare all'interno delle case, quasi potessero ancora essere abitate e come a non voler intromettersi nella vita privata di quelli che erano i suoi abitanti. Credo però che questo paese fantasma vada visto, soprattutto per capire cosa di sbagliato è stato fatto e per non ripetere gli stessi errori in futuro.



Abbiamo avuto la fortuna di incontrare un signore che insieme ad altri abitanti di Poggioreale ha creato un'associazione per il recupero del vecchio paese; al momento non hanno molti fondi ma stanno comunque cercando di ripulire le strade e di tenere ancora in vita questo paese, perché la memoria di quello che era e del terremoto che l'ha distrutto non si perda.



giovedì 10 novembre 2011

La cucina siciliana

Una veloce carrellata/classifica di quanto gustato in Sicilia, terra con un'immensa tradizione culinaria, che offre magnifici piatti di mare e moltissime verdure cucinate nei modi più disparati.

Al primo posto vincitori indiscussi di questa vacanza ecco gli ARANCINI! Il primo l'ho assaggiato in aeroporto appena atterrata e l'ultimo sempre in aeroporto prima di salire sul volo di ritorno, anche adesso solo a sentirli nominare mi viene l'acquolina in bocca!!!! Sono come una droga, i miei preferiti sono quelli con ragù di carne e piselli... attendo ricetta dalla mia amica Eli, siciliana
d'origine.


Non potevano mancare abbondantissimi piatti di pasta, dagli spaghetti alle busiate, pasta tipica del trapanese, ovviamente condite con prodotti tipici del posto; le più buone le abbiamo mangiate all'osteria Il gallo e l'innamorata che ci ha deliziato con spaghetti al pesto trapanese con bottarga di tonno e busiate con gamberi, pesto al pistacchio e ricci di mare.


Altro piatto della cucina siciliana il maccu di fave, una zuppa calda con le fave, ottima dopo una
lunga giornata da turista!


Le sarde a beccafico, non le conoscevo assolutamente ma mi è bastato assaggiarle una volta per innamorarmene, saranno i pinoli o il pan grattato o forse il fatto che adoro le sarde ma è un antipasto o uno stuzzichino perfetto!!!

(la foto è di Bethulla, grazie!!!)

Il panino con la milza... devo ammettere che non sono un'amante di interiora&simili, non mangio la trippa e nel ragù alla bolognese mi ostino a non mettere il fegatino; ma il profumo scaturito da questa pentolona piena zeppa di milza era assolutamente favoloso, quindi ho deciso di assaggiarlo e devo dire che non è niente male, a Palermo nel panino con la milza mettono anche la ricotta o del pecorino.


e vogliamo parlare di dolci??? Cannoli e pasta martorana sono dei classici intramontabili, e c'è un motivo, SONO BUONISSIMI!!!!!


Sicuramente mi mancherà moltissimo fare colazione con un croissant caldo ripieno di ricotta... un'assoluta goduria!!!


martedì 8 novembre 2011

Riserva dello Zingaro

Ecco qualche appunto di viaggio dalla Sicilia; credo che questo sia uno dei più bei viaggi che abbia mai fatto, spesso mi fisso su destinazioni lontane e costose mentre in Italia ci sono ancora così tanti posti bellissimi da scoprire.

In Sicilia c'è proprio tutto, bellissimo mare, città d'arte e siti archeologici, riserve naturali e ovviamente ottima cucina. Impossibile fare una classifica di quello che abbiamo visto, ma sicuramente uno dei posti che più mi ha affascinato è la riserva naturale dello Zingaro, una fascia litoranea di circa 7 Km diventata riserva naturale nel 1981, dopo che un gruppo associazioni ambientaliste diedero vita ad una massiccia campagna di stampa, sensibilizzando l'opinione pubblica e coinvolgendo migliaia di cittadini, fino ad una marcia di protesta che ebbe luogo il 18 maggio 1980, dove pacificamente e simbolicamente si prese possesso del territorio.

una veduta della riserva dall'ingresso sud

Oggi la riserva è affidata alla gestione dell'Azianda Regionale Foreste Demaniali, e al suo interno si possono trovare: il museo naturalistico, il museo delle attività marinare, il museo della civiltà contadina e il centro di educazione ambientale, che consente l'utilizzo dell'area protetta come laboratorio all'aperto di didattica naturalistica e di educazione ambientale.


cala Beretta

Per visitare la riserva è possibile percorrere vari sentieri, tre sono i principali: quello costiero è il più battuto e da questo si può accedere alla varie spiagg presenti lungo la costa; il sentiero a mezza costa, sicuramente il più panoramico, e il sentiero alto, il più impegnativo dei tre.

sabato 5 novembre 2011

...senza parole.

Volevo cominciare oggi con un mini resoconto del bellissimo viaggio in Sicilia che ho fatto a metà ottobre, ma con quello che sta succedendo in Liguria proprio non me la sento.

A vedere le immagini che da ieri scorrono nei telegiornali o che si trovano su internet mi vengono i brividi, e non oso pensare come ci si senta a trovarcisi in mezzo.
Il mio pensiero oggi va a tutti coloro che in questi momenti stanno lottando con questa tragedia.

Blog trotter

Il Post

sabato 15 ottobre 2011

in partenza...

E' troppo tempo che non aggiorno il blog, ma sembra che le cose si accumulino e non ci sia verso di trovare un po' di tempo libero!
Ora sono in partenza per un nuovo bellissimo viaggio, questa volta la destinazione è più vicina del solito: si và in Sicilia, dove non sono mai stata, e un po' me ne vergogno... in parte si è "riformato" il gruppo del Sud Africa, con Betta, Nico ed Eleonora, e l'aggiunta di Daniela, sorella di Nicoletta. Vediamo se riusciremo a far danni anche in terra sicula!!!
Per ora quindi un po' di meritato riposo...

giovedì 28 luglio 2011

Norvegia.

Ecco la traduzione del discorso tenuto lunedì sera dal primo ministro norvegese Jens Stoltenberg, davanti al municipio di Oslo nel corso della manifestazione organizzata per ricordare i 76 morti dell’isola di Utøya e della città, uccisi dall’estremista di destra Anders Behring Breivik.
Vorrei vivere in un paese così, vorrei un primo ministro così, soprattutto vorrei che l'idea che hanno i norvegesi ci paese, di convivenza e di società civile arrivasse fino a noi, che ci contagiasse.


Miei cari,
che spettacolo!
Mi trovo faccia a faccia con la volontà del popolo.
Voi siete la volontà del popolo.
Migliaia e migliaia di norvegesi – a Oslo e in tutto il paese – fanno la stessa cosa stasera.
Occupano le strade, le piazze, gli spazio pubblici con lo stesso messaggio di sfida: abbiamo il cuore a pezzi, ma non ci arrendiamo.
Con queste fiaccole e queste rose mandiamo al mondo un messaggio: non permetteremo alla paura di piegarci, e non permetteremo alla paura della paura di farci tacere.

Il mare di gente che vedo oggi davanti a me e il calore che sento da tutto il paese mi convince che ho ragione.
La Norvegia ce la farà.
Il male può uccidere gli individui, ma non potrà mai sconfiggere un popolo intero.
Questa sera il popolo norvegese sta scrivendo la storia.
Con le armi più potenti del mondo – la libertà di parola e la democrazia – stiamo disegnando la Norvegia per il dopo 22 luglio 2011.

Ci saranno una Norvegia prima e una Norvegia dopo il 22 luglio.
Ma sta a noi decidere come sarà la Norvegia.
La Norvegia sarà riconoscibile.
La nostra risposta ha preso forza durante le ore, i giorni e le notti difficili che abbiamo dovuto affrontare, ed è ancora più forte questa sera: più apertura, più democrazia. Determinazione e forza.
Noi siamo questo. Questa è la Norvegia.
Ci riprenderemo la nostra sicurezza!

Dopo gli attacchi di Oslo e Utøya, abbiamo affrontato uniti lo shock, la disperazione e il lutto.
Continueremo a esserlo, ma non sarà sempre come è adesso.
Lentamente, qualcuno inizierà per primo a essere in grado di riaffrontare la vita di tutti i giorni. Per altri ci vorrà più tempo.
È importante che siano rispettate queste differenze. Tutte le forme di lutto sono ugualmente normali.

Dovremo comunque prenderci cura l’uno dell’altro.
Dimostrare che è qualcosa cui teniamo.
Dobbiamo parlare con quelli per cui è stata più dura.
Dobbiamo essere umani e fraterni.
Noi riuniti qui questa sera abbiamo un messaggio per tutti quelli che hanno perso qualcuno cui volevano bene: siamo qui per voi.

Guarderemo anche in avanti per la Norvegia dopo il 22 luglio 2011.
Dobbiamo fare attenzione a non arrivare a conclusioni affrettate mentre siamo un paese in lutto, ma ci sono alcune cose che ci possiamo promettere questa sera.

Prima di tutto, oltre tutto questo dolore, possiamo intravedere qualcosa di importante che ha messo le sue radici.
Ciò che vediamo questa sera potrebbe essere la più grande e la più importante marcia che il popolo norvegese abbia mai condotto insieme dalla Seconda guerra mondiale.
Una marcia per la democrazia, per la solidarietà e per la tolleranza.

Le persone in tutto il paese sono fianco a fianco in questo momento.
Possiamo imparare da questo. Possiamo fare più cose come questa.
Ognuno di noi puoi contribuire a costruire una democrazia un po’ più forte. Questo è ciò che vediamo ora qui.

In secondo luogo,
voglio dire questo a tutti i giovani raccolti qui.
Il massacro di Utøya è stato un attacco contro il sogno dei giovani di rendere il mondo un posto migliore.
I vostri sogni sono stati interrotti bruscamente.
Ma i vostri sogni possono essere esauditi.
Potete tenere vivo lo spirito di questa sera. Voi potete fare la differenza.
Fatelo!
Ho una semplice richiesta per voi.
Cercate di essere coinvolti. Di interessarvi.
Unitevi a una associazione. Partecipate ai dibattiti.
Andate a votare.
Le elezioni libere sono il gioiello di quella corona che è la democrazia.
Partecipando, voi state pronunciando un sì pieno alla democrazia.

Infine,
sono infinitamente grato di vivere in un paese dove, in un momento così critico, il popolo scende nelle strade con fiori e candele per proteggere la democrazia.
Per commemorare e onorare le persone che abbiamo perso.
Questo dimostra che Nordahl Grieg aveva ragione: «Siamo così pochi in questo paese, che ogni caduto è un fratello e un amico».

Ci porteremo tutto questo con noi mentre iniziamo a mettere insieme la Norvegia del dopo 22 luglio 2011.
I nostri padri e le nostre madri ci avevano promesso: «Non ci sarà mai più un 9 aprile».
Oggi diciamo: «Non ci sarà mai più un altro 22 luglio».

venerdì 27 maggio 2011

Apt

Quasi ultima tappa di questo viaggio in Provenza è stata la cittadina di Apt, antica colonia romana fondata da Gaio Giulio Cesare, oggi è famosa per il suo vino e il miele e soprattutto per la produzione di frutta candita.
Anche qui ritornano tutti gli elementi che ci hanno accompagnato per tutto il viaggio, case provenzali con le imposte violette, campanili e torrette con struttura in ferro battuto sovrastante.


Il caso ha voluto che siamo capitati qua proprio il giorno di mercato, e non c'è nulla di più bello e affascinante di un mercato francese, ci si trova veramente di tutto a cominciare dalle specialità culinarie del luogo.



ad Apt troviamo anche molte piante e fiori, essendo questa una zona ricca di vivai.


e noi ovviamente non riusciamo a resistere al richiamo dello shopping!

giovedì 5 maggio 2011

Fontaine de Vaucluse


Fontaine de Vaucluse è un tipico borgo medievale che si trova nel dipartimento della Vaucluse; qui soggiornò a lungo Francesco Petrarca, le chiare fresche e dolci acque da lui cantate sono quelle diella sorgente della Sourge ai piedi di una spettacolare scarpata e si trova a pochi minuti a piedi dalla piazza centrale in un boschetto ed è caratterizzata dal fatto che non se ne conosce l'origine.
A seconda della stagione la sorgente varia notevolmente la sua portata, diventando in estate una delle più grandi sorgenti francesi.


Il paese è assai piccolo ma merita comunque una visita, si può passeggiare tranquillamente fra le sue viuzze, e poi incamminarsi verso la sorgente; la zona è sicuramente molto interessante anche per chi ama le escursioni e le passeggiate.